Tutto pronto per la realizzazione di "Onde. Recital di Musica Immagini e Poesia" del gruppo Lost Orpheus Ensembl

Pubblicazione: 05 giugno 2017

Mercoledì 7 giugno presso il Museo Archeologico di Potenza a Via Ciccotti andrà in scena lo spettacolo “Onde. Recital di Musica Immagini e Poesia” del gruppo Lost Orpheus Ensemble. Ora di avvio le 17.30. L’idea di questa iniziativa nasce dalla volontà di proporre d’estate una parte del repertorio del gruppo, che risulti insieme accattivante e singificativo. In particolare si farà riferimento ai due album iniziali, “Orphic Night” e “Ruins” e a quello in preparazione, “Whatshappening”. Si esibiranno Antonio De Lisa, alla chitarra e al sax, Noemi Franco, alle tastiere e al synth, Emanuele Libutti, al violoncello, Jacopo Colangelo, alla batteria.

Dai testi che sono alla base delle canzoni (tutti di Antonio De Lisa, che può vantare anche un’attività poetica alle spalle) si può notare che la tematica affrontata è quanto mai varia: si tratta di storie di viaggi, di amori, di danze, di sogni. Uno dei testi, “Orizzonte Sotterraneo”, è stato scelto per essere pubblicato nella raccolta del 3° concorso CET della Scuola di Mogol. La musica ha un impianto power pop, che sconfina nel cantautorato rock e nell’indie rock più aggiornato: si basa su melodie sempre accattivanti e scolpite, tanto da lasciare una traccia già al primo ascolto, e un suono potente realizzato dall’elettronica, ampiamente usata dal gruppo.
Un esempio è la canzone che si intitola Katia: “Katia vive solo di notte, / ogni tanto qualcuno si intromette: /gente strana, vagabondi, / predatori, divorziati e anche sognatori.”, che parla di una donna sola che passa le sue nottate davanti allo schermo di un computer, a chattare con degli sconosciuti.

Altro tema è quello degli addii e degli abbandoni, per esempio il citato “Orizzonte sotterraneo”, in cui si narra di una coppia che si riconosce estranea dopo aver logorato il rapporto “vecchie abitudini, / nuove lontananze”. A quel punto non resta che “Toccare l’irrealtà sfiorandosi, /riconoscersi estranei vivendosi.”

Il gruppo ha in repertorio pezzi di diverso genere. Il Recital è stato pensato in base a una scelta: quella di proporre i pezzi più significativi. Si tratta di un Recital buono per tutte le stagioni, che può essere rappresentato tanto in pub quanto in teatri: il pubblico a cui il gruppo si rivolge con questo programma è un pubblico che ama la musica, che ha voglia di divertirsi in maniera intelligente, nel senso di una disponibilità ad ascoltare racconti di “Strade”, come recita il titolo di un’altra canzone, con “Lampi nella notte ” che “colorano il cielo / di un viola strano”.

L’arrangiamento musicale dei pezzi è stato super curato per dare l’idea di un suono quanto mai raffinato e pieno, che accompagna testi poetici ed evocativi, come questi: “Il viaggio notturno cerca / l’orizzonte / e la sua concava malinconia / nella brezza ondivaga e mutevole /delle sue diecimila direzioni”.

La strumentazione usata è semplice, pur nella sua completezza, un paio di tastiere, di cui una synth, una chitarra elettrica con amplificatore, un sax, un pc portatile e un processore di effetti. Tutto concorre ad esaltare i testi delle canzoni.

Durante la serata, i membri del gruppo si alterneranno a raccontare storie, recitare poesie, mostrare immagini in movimento con l’aiuto di un proiettore. Si tratta di un Recital che è a metà fra un concerto, uno spettacolo teatrale e una performance d’arte, per offrire uno spettacolo completo e in linea con le più recenti tendenze a livello internazionale.