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Il consigliere Di Lucchio su questione CMD Atella

Pubblicazione: 06 giugno 2017

"All’incirca qualche settimana fa le istituzioni dell’area nord del Vulture accoglievano come una grossa opportunità di crescita occupazionale ed economica l’impegno per nuovi investimenti assunto dai titolari della nota Azienda CMD di Atella grazie all’arrivo di capitali freschi provenienti da Oriente (Cina)".

Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione Consiliare Attività Produttive della Provincia di Potenza Vincenzo Di Lucchio

"La compagine sociale, specializzata nella produzione di motorizzazioni all’avanguardia, è ormai da anni - continua - una consolidata realtà imprenditoriale del Vulture a cui lo stesso Governo Regionale ha prestato le dovute attenzioni anche in termini di sovvenzioni economiche ed alla luce del Programma di reindustrializzazione firmato nel 2015 che prevedeva, previa formazione a carico della Regione Basilicata, la ricollocazione dei lavorati ex Cutolo, ex Filatura di Vitalba ed ex Litostampa Ottaviano.
Ad oggi tali accordi non risultano rispettati in toto; da fonti accreditate ho appreso amaramente che alcuni lavoratori inseriti nel programma sopra menzionato ancora non sono stati ricollocati e versano in una oggettiva condizione di precarietà e di grave incertezza.
Come mai l’azienda se da un lato continua ad assumere personale per il tramite di Agenzie interinali dall’altro tentenna nel dare spiegazioni ai malcapitati lavoratori sulle “reali” motivazioni poste alla base della mancata ricollocazione nei tempi e nelle modalità pattuite con la Regione?
Non saremo mica di fronte ad grave un caso di discriminazione lavorativa ? Ma su questo farà luce l’intervento tempestivo del Consigliere Regionale di parità Avv. Ivana Pipponzi che ha già posto in essere gli opportuni accertamenti".
"Invito, quindi, il Dipartimento Regionale delle Attività Produttive - conclude Di Lucchio- ad attivarsi anch’esso a stretto giro in tal senso, in quanto i lavoratori e le loro famiglie attendono spiegazioni ma soprattutto il rispetto del loro diritto al lavoro.
Il progresso e lo sviluppo non sono realmente tali se non rispettano i diritti fondamentali".