Museo archeologico. Domani si inaugura mostra di Daniele Sigalot

Pubblicazione: 24 ottobre 2017

Mercoledì 25 ottobre 2017 a partire dalle 17,30 si inaugura la mostra di Daniele Sigalot Dolom, presso il Museo Archeologico Provinciale di Potenza, in via Lazio 18.
La mostra, patrocinata da Regione Basilicata, Provincia di Potenza e Comune di Potenza, è promossa e organizzata da Visioni Future con il sostegno di Ianus Servizi Archivistici e la collaborazione della Fondazione Città della Pace.
A seguire la cerimonia di donazione dell’opera “A good idea on top of 32 bad ones” di Daniele Sigalot alla Fondazione Città della Pace.
Per Daniele Sigalot si tratta della prima mostra personale in Basilicata, dopo una grande esposizione alla Reggia di Caserta, avvenuta a giugno scorso.
Il titolo della mostra è in lingua osca: Dolom, inganno, definisce perfettamente la poetica e il linguaggio di Daniele Sigalot.
Non perché Daniele sia un truffatore (un artista non lo è un po’?) ma perché il termine inganno è inteso nella sua accezione più ludica.
Daniele trae in inganno la mente ma per stupirla, in una sorta di gioco che vive di equivoci, sia semantici che semiotici.
Lo stratagemma di Sigalot somiglia a quello di Vittorio Di Cicco, l’uomo che, proprio grazie ad un’astuzia, è riuscito a proteggere il patrimonio archeologico lucano dal rischio di un imposto trasferimento in altre sedi.
Al primo direttore del Museo si deve infatti il ritrovamento del Tempietto di Garaguso, uno dei più preziosi manufatti marmorei greci della Basilicata. Il reperto entrò a far parte del patrimonio museale non come rinvenimento fortuito, ma da uno scavo volutamente non documentato, condotto in epoca genericamente imprecisata “tra il 1915 e il 1918” da Vittorio Di Cicco , rimasto vago per poter conservare l’oggetto dove era giusto che restasse.
Una concretezza, quella di Di Cicco, che meritava di essere omaggiata
La mostra ci lascia con un quesito aperto: le installazioni sono destinate ad essere dimenticate? Sono deperibili?
Con l’opera Enough Sigalot vuole dimostrare ai colleghi pittori che anche le installazioni possono sfidare il tempo: un cronometro irreversibile con una doppia alimentazione è ospitato all’interno di una vetrina del Museo, insieme ai ritrovamenti archeologici. Continuerà a contare fino al 28 aprile 3016. Ovunque si trovi.
Il cronometro riuscirà a conservarsi come i reperti che sopravvivono da migliaia di anni?
Avrà qualche valore documentario in futuro?

Daniele Sigalot
Daniele Sigalot  nasce a Roma nel 1976.  Si forma creativamente nel campo della pubblcità, dove lavora per 7 anni tra varie agenzie in Italia, Spagna e Gran Bretagna.  Nel 2007 lascia Saatchi&Saatchi Londra per dedicarsi a tempo pieno al progetto artistico denominato Blue & Joy, che fonda con Fabio La Fauci.  Il nome del progetto diviene per anni un vero e proprio pseudonimo del duo Sigalot/La Fauci che fino al 2013 continua una prolifica produzione a quattro mani. 
Alla fine del 2014 il duo si scioglie, e Daniele Sigalot prosegue la sua carriera solista concentrando i suoi lavori su grosse installazioni e su mosaici non convenzionali.
Il centro della sua ricerca ruota intorno all’ambiguità tra la percezione dei materiali utilizzati e la loro reale natura, facendo del contrasto una chiave di lettura di tutti i suoi lavori.
Sigalot divide la sua produzione tra Berlino, dove da 10 anni è attivo il suo studio ribattezzato la Pizzeria, e gli Stati Uniti.