Videomigrazioni 2018. Al Museo provinciale si inaugura la mostra "Io Sono"

Pubblicazione: 18 maggio 2018

Oggi 18 maggio 2018 alle ore 18,00 verrà inaugurata presso la Pinacoteca Provinciale di Potenza, la mostra fotografica Io sono di Luisa Menazzi Moretti, prodotta da Fondazione Città della Pace per i Bambini Basilicata, Cooperativa Sociale il Sicomoro e Arci Basilicata ed allestita in collaborazione con la Pinacoteca Provinciale di Potenza. Il progetto è composto da venti ritratti fotografici di grandi dimensioni di rifugiati e richiedenti asilo, ai quali si affiancano altrettanti pannelli con i testi delle loro storie raccolti dall’artista durante la sua recente permanenza in Basilicata. La mostra fotografica - spiegano gli organizzatori in una nota - è stata già esposta a Matera presso il Museo di Palazzo Lanfranchi nel marzo scorso ed ha ottenuto un grande successo di pubblico oltre che una forte risonanza mediatica a livello locale e nazionale, con articoli pubblicati su Repubblica, l’Espresso e sulle piattaforme web Arte.it, Artribune, Skyarte, Culture Globalist. Il lavoro, realizzato durante la prima metà del 2017, ha coinvolto i rifugiati accolti nei progetti SPRAR della Basilicata promossi dalla Provincia di Potenza e dal Comune di Matera e gestiti da Fondazione Città della Pace, Cooperativa Sociale Il Sicomoro ed Arci Basilicata; sono persone, adesso residenti in Basilicata, che provengono da Afghanistan, Pakistan, Siria, Nepal, Libia, Gambia, Nigeria, Senegal, Egitto, Congo, Mali, Costa d’Avorio, Eritrea ed Etiopia. “Ho incontrato persone arrivate nel nostro Paese alla ricerca di una vita migliore – ha affermato Luisa Menazzi Moretti - Insieme a moltissime altre sbarcano e si confondono nell’indistinto afflusso di uomini e donne senza volto e senza storia. Non sappiamo nulla di loro. Da dove vengono, chi sono? Li vediamo da lontano. In televisione, su internet, paiono tutti uguali”. Ogni singola persona con il suo vissuto tragico ed il diritto alla ricerca di un futuro migliore, è al centro del lavoro della fotografa: quello di Luisa Menazzi Moretti è un invito allo spettatore a riconoscere l’unicità di ogni singola esperienza, di ogni ritratto, di ogni distinta vicenda umana. Un tentativo di comprensione, la possibilità di intuire le vite degli altri, di ognuno di essi. “E’ difficile riuscire a concepire il loro essere innanzitutto individui prima che migranti – l’autrice aggiunge – Le persone che ho incontrato in Basilicata, grazie al lavoro svolto dagli operatori sociali, sono state messe nella condizione di poter costruire per sé stessi e con le comunità locali, una nuova vita”. Sono racconti diversi tra loro, storie di persecuzioni, guerra, violenze e perdite familiari che ci permettono di capire le motivazioni che spingono queste persone ad abbandonare la propria terra verso un destino migliore: c’è la storia di Tresor, venuto dal Congo «Ho due bambini. Avevo un terzo figlio, ma è scomparso nell’acqua durante la traversata. Anche mia moglie è morta”; o la storia di Adama, che ha solo diciotto anni e viene dal Senegal «Mio zio mi ha promessa in sposa a un suo amico, era molto vecchio, avevo quattrodici anni. Ho deciso di scappare, da sola. Sono stata costretta ad andare via: o mi sposavo o mio zio mi uccideva». E poi c’è Ahmad che con la moglie e i sei figli sono fuggiti insieme dalla guerra in Siria, trovando rifugio dapprima in Turchia e poi accolti in Italia come rifugiati «adesso viviamo a Lauria, in Basilicata. Mi avevano proposto di andare in Olanda, Svezia, Svizzera, Germania…ma noi abbiamo scelto l’Italia perché siamo convinti che sia molto bella». Il progetto comprende, oltre alla mostra, anche un video e il libro “Io sono” pubblicato da Giunti Editore. Il lavoro è anche corredato da una speciale guida didattica, strumento di approfondimento per sviluppare nelle scuole originali programmi didattici sul rispetto dei diritti umani. A Potenza la mostra, dopo l’inaugurazione del 18 maggio, alla quale saranno presenti i protagonisti ritratti dell’autrice, rimarrà aperta fino al 22 giugno per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato. Sarà poi ospitata a Lecce nel mese di luglio presso il Complesso Museale del Convento dei Teatini e a Napoli a ottobre presso il PAN-Palazzo delle Arti. Orari di visita: martedì ore 9,00 – 13,00; da mercoledì a sabato ore 09.00-18.30; chiuso domenica e lunedì. Ingresso gratuito. Su richiesta visite guidate per scolaresche e gruppi.