Convegno di Toponomastica Femminile e proposta d?intitolazione a Marija Gimbutas in Potenza

Comune di Potenza

Museo archeologico provinciale "M. Lacava"
dal 21 giugno 2017 alle 17:00
fino al 21 giugno 2017

Organizzazione: Centro d'Arte e Cultura "Delta" con il patrocinio della Provincia di Potenza

Un convegno di Toponomastica con la proposta di intitolazione al femminile di una strada della nostra città a una donna di grande valore, è stato organizzato per chiudere in bellezza la doppia mostra di Teri Volini “Percorsi d’arte in bi-locazione”, ospitata a Potenza, dal 10 maggio al 23 giugno, negli spazi della Pinacoteca provinciale con l’antologica di opere pittoriche, picto sculture e video, e in quelli del Museo archeologico con quelle performative.
Il convegno nasce dal progetto di Teri Volini di onorare con l’intitolazione di una strada, piazza o spazio verde a Marija Gimbutas, personalità internazionale, che - nella targa a lei dedicata - diventa comunicatrice della rivoluzionaria scoperta a cui la grande archeologa dedicò l’intera vita: che è la pace e non la guerra ad essere iscritta nel DNA degli esseri umani, e di ciò lei ci ha offerto le prove su un piatto d’argento …
Un Evento nell’Evento, riguardante la Toponomastica Femminile, cui da tempo c’interessiamo e che oggi si afferma a livello nazionale ed internazionale, anche grazie alla creazione dell’Associazione omonima da parte di Maria Pia Ercolini di Roma.
Il convegno si terrà mercoledì 21 giugno presso il Museo Provinciale di Potenza, in via Lazio 18, h. 17 , con il sostegno del Sindaco di Potenza, Dario De Luca e della Consigliera di parità della Regione Basilicata, Ivana Pipponzi, e vedrà gli interventi della vice presidente della Toponomastica nazionale, Livia Capasso e della referente lucana della stessa associazione, Cinzia Marroccoli.
Teri Volini presenterà le motivazioni della proposta di intitolazione a Maria Gimbutas, e le conclusioni saranno di Giancarlo Grano, Comune di Potenza.
La Toponomastica è lo specchio della nostra società e dei persistenti pregiudizi culturali: se guardiamo infatti le targhe che “nominano” strade o piazze delle nostre città, ci accorgiamo che, per la maggior parte, esse non sono riferite a nomi femminili. Si calcola che la percentuale di intitolazioni in tal senso è molto bassa, limitata comunque a nomi di madonne, regine, sante etc., mentre ancora minori sono i nominativi laici. Adoperarsi affinché ciò cambi, al di là dall’essere un capriccio dettato da futili motivi, è un contributo importante alla parità di genere, e non si limita a dedicare una via a donne , ma ne esplicita e ne evidenzia le motivazioni, contribuendo a conoscere e “riconoscere” tante personalità ancora sottaciute o ignorate.
Quelle targhe – finora impegnate quasi esclusivamente da nomi maschili - sono portatrici di valori propri di una società, che, riconoscendoli in quei personaggi, li ha voluti onorare con l’intitolazione: per la maggioranza, si tratta di re, principi, prelati, cavalieri, generali, statisti, letterati, scienziati, eroi etc .
La targa, visibile a tutti, nominata da tutti nelle indicazioni, nell’indirizzo, ne conferma l’importanza, continuando a sigillare e tramandare alle future generazioni - direttamente o in subliminale - i valori da essi - e in essa - rappresentati … Nominare al femminile indirizza la società civile e le nuove generazioni a uno sguardo diverso, più rispettoso non solo nei riguardi delle donne ma dei valori di cui il Principio femminile in sé si fa portatore. 

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