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Il Benessere equo e sostenibile della Provincia di Potenza


Il nuovo indicatore Benessere equo e sostenibile (Bes) della Provincia di Potenza è stato presentato il 15 aprile 2016, nel capoluogo, per la prima volta ai sindaci e agli operatori sociali ed economici del territorio, nel corso del dibattito "Bes. Un'opportunità per lo sviluppo ed una migliore qualità della vita".

Dal 2013 la Provincia di Potenza aderisce al progetto Bes, promosso assieme ad altri 24 Enti di Area vasta e realizzato in collaborazione con Istat e Cuspi (Coordinamento degli Uffici di statistica delle province italiane). L'obiettivo dello studio è produrre parametri ed indicatori nuovi, utili a fotografare le dimensioni sociali ed ambientali del benessere, della diseguaglianza e della sostenibilità.

“L’iniziativa odierna – ha spiegato il presidente della Provincia di Potenza Nicola Valluzzi – è stata una giornata di studio e confronto senza rete tra istituzioni di ricerca, autonomie locali, decisori privati e cittadini. Gli 82 indicatori e le 11 dimensioni del Bes raccontano in chiaroscuro la realtà del Mezzogiorno e della nostra regione, ma da quella impietosa realtà occorre ripartire senza reticenze, provando a recuperare ciò che è mancato in questi anni, ovvero la programmazione nella definizione di processi di sviluppo del territorio. L’alternativa è stata solo governo degli opportunismi e delle emergenze. Il progetto del Benessere equo e sostenibile recupera e testimonia il nuovo ruolo delle province, nell’accezione di casa dei comuni per l’espletamento delle funzioni di assistenza tecnica, oltre che di governo di servizi fondamentali, come strade, scuole e ambiente ”.

“Investire sul territorio – ha dichiarato il presidente dell’Istat Giorgio Alleva – è una priorità del nostro Istituto, come lo è investire sul Mezzogiorno. Del resto non può esserci espansione dell’Italia, lasciando indietro una parte tanto importante del Paese. Il progetto Bes, come tutto il dibattito sul superamento del Pil, è un percorso evolutivo di ricerca che abbiamo imboccato da diverso tempo e che sta riscontrando un grande successo sia in termini di coinvolgimento che di apprezzamento. Il passo successivo è quello di incardinare questo nuovo indicatore nei processi decisionali dei territori, inserendolo nei documenti di visione e di pianificazione strategica”.

Nell’apprezzare il lavoro svolto, il presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella ha sottolineato come “l’approccio utilizzato dallo studio realizzato da Province, Istat e Cuspi, sia quello più adatto ad affrontare i nodi della società odierna. “Una maggiore responsabilità nell’azione politica – ha affermato – può venire solo da una maggiore conoscenza, per evitare spot e azioni demolitorie. Dati certi e precisi costituiscono un metodo che dovrà essere utilizzato per tutte le altre questioni cruciali che animeranno il dibattito politico locale, nelle prossime settimane. Solo in questo modo continueremo a recuperare virtuosismi, come abbiamo fatto negli ultimi due anni, riducendo l'indice di povertà e recuperando il Pil”.

Dopo i saluti del Prorettore vicario dell'Università di Basilicata Michele Perniola che ha sottolineato il ruolo dell'analisi di contesto per potenziare la programmazione delle politiche territoriali, lo scenario dei nuovi Enti di area vasta è stato al centro dell'intervento del direttore generale dell'Upi- Unione Province Italiane Piero Antonelli. "Il progetto Bes - ha spiegato - è la migliore cartina al tornasole per misurare l'attuazione della riforma delle province, operata con L.56/2014 che ha completamente ridisegnato il sistema della governance locale. Il vero spirito della riforma è infatti quello di costituire enti nuovi, più snelli e funzionali, una sorta di hub dei comuni. E' essenziale, dunque, nel corso del 2016, accelerare il riordino delle competenze, privilegiando accanto alle funzioni storiche delle province, le funzioni di assistenza tecnica ai comuni. I servizi informativi acquisiscono in tale quadro un ruolo strategico per sperimentare il nuovo Ente di area vasta".

A Paola D'Andrea (Comitato di Coordinamento nazionale Progetto Bes delle Province, Comitato di Presidenza Cuspi) e Stefania Taralli (Comitato di Coordinamento nazionale Progetto Bes delle Province - Istat) è stata affidata l'analisi dettagliata dei risultati dello studio che ha prodotto 25 fascicoli provinciali e uno nazionale, utilizzando 82 indicatori riferiti a 11 dimensioni di benessere equo e sostenibile(salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca ed innovazione, qualità dei servizi). Pasquale Mastrangelo, responsabile della struttura Statistica della Provincia di Potenza, ha invece illustrato le condizioni di Benessere socio-economico a livello provinciale, rispetto alla media nazionale e regionale. Sugli indicatori sintetici di Bes si sono focalizzati gli interventi di Antonella Bianchino, Ufficio Territoriale per la Basilicata (Istat) e Matteo Mazziotta, Servizio Metodologico Istat, che hanno sottolineato il ruolo fondamentale delle tecniche statistiche per orientare i decisori politici.

Aprendo i lavori della tavola rotonda, Salvatore Adduce, presidente Anci di Basilicata, ha affermato che superare la rigidità dei parametri economici può aiutare ad invertire le tendenze negative locali, come avvenuto per Matera Capitale della Cultura 2019.

Sono seguiti gli interventi del segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa (Cgil), del segretario generale Cisl Basilicata Nino Falotico, del segretario generale Uil Basilicata Carmine Vaccaro, del presidente di Confindustria Basilicata Michele Somma, del presidente regionale di Confartigianato Antonio Miele e della dirigente del Miur - Ambito territoriale per la provincia di Potenza - Debora Infante. Tutti hanno sottolineato l'importanza dell'indice Bes per offrire elementi di conoscenza al decisore pubblico e privato, per migliorare la programmazione e orientare adeguatamente l'allocazione delle risorse. Un qualificato contributo al dibattito è venuto anche dai tanti sindaci presenti.

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