Storia


Il Museo archeologico provinciale di Potenza nasce ufficialmente nel 1901 grazie alla lungimiranza di un poliedrico intellettuale, il dottor Michele Lacava.
Ispettore degli scavi di Metaponto a partire dal 1876, avverte la necessità di proteggere i beni archeologici del territorio da eventi dispersivi quali il trasferimento al Museo di Napoli, di Reggio Calabria, al British Museum e al Museo di Monaco di Baviera dall'incontrollato collezionismo dei privati. L'inaugurazione avviene nel 1907 presso il Convento di San Francesco e Vittorio Di Cicco, già collaboratore di Lacava, ne diviene direttore. Egli arricchisce il patrimonio museale con i reperti provenienti dagli scavi di Garaguso e Latronico e ne realizza un allestimento organico. Nel 1912 un incendio distrugge alcuni importanti ritrovamenti e rende necessario il trasferimento a palazzo Arrigucci e, successivamente, nel 1921, nella struttura del Rione Santa Maria pensata originariamente per accogliere le degenti definite “semiagitate”. La struttura, infatti, faceva parte del progetto del complesso manicomiale Ophelia, redatto dall'ing. Giuseppe Quaroni e dall'arch. Marcello Piacentini, mai realizzato. Il Museo trova qui una sede stabile e può riprendere le attività. Nel 1928 Concetto Valente ne assume la direzione e dà un taglio più scientifico alle raccolte attraverso il riordino e la catalogazione del materiale secondo un criterio crono-tipologico. Il suo lavoro rende il museo uno dei più prestigiosi del Meridione. Ancora un evento catastrofico: il bombardamento del 1943 distrugge il Museo. Ricostruito, riapre al pubblico solo nel 1956. Il nuovo direttore, Francesco Ranaldi, ha il compito di farlo rifiorire dopo la guerra. Pertanto, avvia importanti campagne di scavo nel potentino, individua la necropoli di Serra del Carpine a Cancellara, il complesso pittorico di Tuppo dei Sassi a Filiano e intraprende gli scavi nel bacino di Atella con il prof. Edoardo Borzatti von Löwenstern dell'Università di Firenze. Intanto, l'arch. napoletano Giovanni De Franciscis, vincitore del concorso bandito dalla Provincia, progetta una struttura museale ad hoc, che verrà realizzata solo nel 1979 e inaugurata nel maggio del 1980. Anno infausto: il sisma del 23 novembre pur non danneggiando l'edificio, ne cambia la destinazione d'uso, i reperti devono lasciare spazio agli uffici dell'Amministrazione provinciale. L'ultima riapertura al pubblico avviene nel 1997 e da allora il museo è il fulcro della Rete della Cultura, un sistema museale che comprende anche la Pinacoteca Provinciale e il Covo degli Arditi.

History of the Archaeological Museum


The Archaeological Museum of Provincia di Potenza comes to life in 1901, thanks to the foresighted multifaceted intellectual Michele Lacava. In 1876 he becomes Inspector for the Metaponto excavations and feels the need to protect the archaeological finds from being moved to other Museums - e.g. Naples, Reggio Calabria, British Museum and Munich - and also from the rampant private collecting. In 1907 the Museum opens at S. Francesco Monastery and its director is Vittorio Di Cicco, who used to be Lacava’s coworker. Di Cicco enriches the collection with the finds from Garaguso and Latronico. He also makes the exhibition more organic and harmonic. In 1912 a fire destroys important finds and the Museum relocates first to Palazzo Arrigucci and then, in 1921, to the local mental home asylum building, in Rione Santa Maria. The building is part of the Ophelia project by engineer Giuseppe Quaroni and architect Marcello Piacentini. The Museum finally finds a steady place to be. Concetto Valente is appointed Museum director in 1928: he makes a new, more scientific arrangement and a better catalogue inspired by a chrono-typological criterion. The Museum becomes one of the most prestigious in Southern Italy. One more unfortunate event: the air raid of 1943 destroys the building. It takes thirteen years to open again and the new director, Francesco Ranaldi, is given the task to relaunch the Museum after the war. He starts to excavate in the area surrounding Potenza, discovers the Serra del Carpine necropolis near Cancellara, the Tuppo dei Sassi wall paintings near Filiano and begins to make excavations in the Atella basin in collaboration with prof. Edoardo Borzatti von Löwenstern from Florence University. Meanwhile, the Neapolitan architect Giovanni de Franciscis projects a purpose-designed building which is finished in 1979 and opens in May 1980. This year turns out to be very unfortunate: on the 23rd of November 1980 a huge earthquake doesn’t damage the Museum itself, but, as a result of the destruction of other buildings, the bureaus of Provincia di Potenza have to move to the undamaged Museum. 1997 is the year of its last and definitive inauguration. Since then it’s the core of the “Rete della Cultura”, a museum system also including Pinacoteca Provinciale and Covo degli Arditi.