Le mostre permanenti



Cortile ingresso principale
Ai piedi della gradinata, lato Via Ciccotti, è possibile vedere la ricostruzione dell’acquedotto di Potenza di epoca aragonese, presentata recentemente per le Giornate Europee del Patrimonio 2012.
Gli elementi lapidei dell’antico acquedotto dell’Ancilla sono stati rinvenuti in circostanze casuali, come avviene spesso per gran parte dei reperti archeologici, durante lo svolgimento di lavori di opere pubbliche.
Dopo una serie di annose vicende critiche, nel marzo 2012 i manufatti sono stati trasferiti nel Museo archeologico provinciale che si è fatto carico dell’intervento di pulitura e allestimento con la consulenza scientifica e la supervisione dei tecnici della Soprintendenza.


Piano terra
Significativa è l’esposizione del Lapidarium nel giardino interno del Museo, comprendente iscrizioni onorarie e funerarie in lingua latina relative alla Potentia romana nel periodo compreso tra l’età repubblicana e tardo-antica., che delineano un quadro insediativo più chiaro della città in questo contesto cronologico.
Sempre su questo piano sono visitabili le mostre ”Dal Paleolitico al Neolitico – Evidenze archeologiche in Basilicata”, un’esposizione dei più significativi reperti provenienti dagli scavi nell’area del Bacino di Atella, Contrada Ciscarella, Tuppo dei Sassi e “L’eterno rinnovarsi della vita: i segni e i simboli. Mostra espositiva di reperti provenienti dalle Grotte di Latronico (PZ)”, un’esposizione tematica includente reperti provenienti dalle Grotte di Latronico, collocabili cronologicamente tra il Neolitico e l’età del Bronzo Medio.
La mostra si snoda sul filo conduttore della spirale, decorazione “simbolo” e processo di astrazione formale di un approccio e di uno stile di vita peculiari: attraverso l’interpretazione dei quattro elementi della natura (TERRA, ACQUA, FUOCO, ARIA) che accompagnano le attività umane delle comunità preistoriche e protostoriche, si sviluppa la cultura materiale, riflesso di ritualità e concretezza al tempo stesso.
Primo piano
Al primo piano è visitabile l’esposizione archeologica permanente, che illustra il percorso crono-culturale delle principali forme di popolamento della Lucania antica; per questa mostra è stato attivato il servizio di audio guide. La dimensione spaziale si riferisce agli insediamenti di Metaponto, a quelli indigeni dell’area nord-lucana occupati dalla popolazione dei Peuketiantes (Serra di Vaglio, Serra del Carpine a Cancellara, Oppido Lucano, Satriano di Lucania), dei Peuceti della zona del Materano (Montescaglioso, Garaguso), dei Dauni di Lavello, dei Lucani.La dimensione temporale include l’arco cronologico compreso tra il VII secolo a.C. E il III-II a.C. prima della romanizzazione. I reperti esposti costituiscono parte del risultato di anni di indagini e scavi sull’intero territorio, ma sono rappresentativi di stili, tendenze, tecnologie tipici di ciascuna delle entità di appartenenza. L’esposizione è organizzata secondo i seguenti criteri: collocazione topo-cronologica, tipologia e tecnologia delle classi di materiali, tipologia dei contesti di rinvenimento. Tali criteri determinano un insieme unico e sinergico che consente di percepire i reperti, non soltanto in senso diacronico, ma di coglierne anche le tipizzazioni culturali da un lato e, dall’altro, i processi storici di trasformazione socio-economica e reciproca assimilazione di modelli artistici, rituali, culturali. Di particolare interesse scientifico sono il tempietto e la dea di Garaguso, realizzati da artigiani greci, esposti alla “Mostra delle regioni e testimonianze d’Italia” a Roma in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e a Washington. Altrettanto importante è il torso di kouros in marmo, anch’esso di fattura greca. Entrambi i manufatti costituiscono degli unica dal punto di vista tipologico e territoriale. Da segnalare, ancora, l’armatura lucana, il fregio dei Cavalieri di Braida e tutta la produzione ceramica (vasi, terrecotte votive e architettoniche) di età arcaica, greca e lucana proveniente da contesti abitativi, sacri e funerari.


Permanent exhibitions
Ground Level
At the bottom of the stairs, on the Via Ciccotti entrance, it is possible to see, since its unveiling during the 2012 European Heritage Days, the reconstruction of a segment of the Aragonese aqueduct of Potenza.

The hollow stone blocks which served as pipes of the ancient Ancilla aqueduct have been brought to light by chance during some roadworks, as it often happens to archaeological artifacts.
On March 2012 the Museum completed the acquisition of these artifacts and covered their cleaning, set-up and outfitting, with the supervision and scientific advice from experts of the government department in charge of archaeology and antiquities.

Our Lapidarium, a display of significant stone artifacts located in the Museum's inner courtyard, includes honorary and funerary inscriptions in Latin, related to the city of Potentia over a period spanning between the Roman Republic and Late Antiquity. They have been extremely helpful in outlining a more precise chart of local settlements in this chronological context.

On the same floor you can visit the exhibitions ”Dal Paleolitico al Neolitico – Evidenze archeologiche in Basilicata” with the most significant findings from the excavations within the Atella Basin area, Contrada Ciscarella, Tuppo dei Sassi and “L'eterno rinnovarsi della vita: i segni e i simboli”, a themed exposition which displays artifacts from the Latronico caves, dated from Neolithic to the Middle Bronze Age.
The exhibition's main theme is the Spiral, “symbol” and formal abstraction of a specific life-style: the material culture of these prehistoric and protohistoric populations features the four elements of Nature (EARTH, WATER, FIRE, AIR). They always accompany human activities that must have been a mixture of ritualism and concreteness.

First Floor
On the first floor you can visit our permanent exhibition, which illustrates the chrono-cultural journey of the three main populations of ancient Lucania (the natives known as Peukekiantes, the Greeks from the Achaean colony of Metapontum and the Lucanians), who inhabited our region from the Archaic Age to the romanisation; you can also enjoy an audio commentary during your tour of the exhibition.
The finds on display are just a part of the results of many years of research and excavations in the entire territory, yet they well represent the styles, fashions and technologies of each population.
A particularly interesting find is the small temple with goddess from Garaguso, sculpted by Greek artisans, which has also been displayed in Washington, DC and Rome, as a piece of the “Mostra delle Regioni e testimonianze d'Italia” (Exhibition of the Regions and testimonies of Italy), on the occasion of the 150th anniversary of the Unification of Italy.
The temple and a marble torso of Kouros, sculpted by Greek artisans as well, are two items the Museum can be particularly proud of, considering their typological and territorial unicity.
Other finds of primary interest are the Lucanian armour, the Knight's frieze and all the ceramics of native, Greek and Lucanian manufacture.

1.”Dal Paleolitico al Neolitico – Evidenze archeologiche in Basilicata”
2. “L’eterno rinnovarsi della vita: i segni e i simboli”
3.Percorso archeologico di età storica
4.Giuseppe Antonello Leone


Antichidentità: un tributo a tre direttori che hanno fatto la storia del Museo Archeologico Provinciale


1. Dal Paleolitico al Neolitico – Evidenze archeologiche in Basilicata 


2. L’eterno rinnovarsi della vita: i segni e i simboli

Le grotte di Latronico, capisaldi per la conoscenza della Preisto-ria nell’Italia Meridionale, si aprono sul versante sinistro del fiume Sinni, in località “Calda” o “Bagni”, ad una quota di circa 760 m sul livello del mare. La posizione del sito è strategica, sia per la presenza di sorgenti di acque termali che hanno attirato l’uomo fin dall’antichità sia per la collocazione su un altopiano lungo una importante via di comunicazione tra il versante tirrenico e quello jonico della Penisola. Il complesso comprende cinque grandi cavità, la più ampia e articolata delle quali, la cosiddetta “Grotta Grande”, fu indagata per la prima volta all’inizio del ‘900 dall’allora Direttore del Museo di Potenza Vittorio Di Cicco. Le indagini successive, condotte dal 1972 al 1988, dall’eminente Professor Giuliano Cremonesi dell’Università di Lecce e succes-sivamente di quella di Pisa, hanno permesso di confermare la straordinarietà del complesso, che mostra una continuità di frequentazione dal Mesolitico (8.000 a.C.) all’Età del Bronzo (1.500 a.C.), alimentando diversi orientamenti in merito all’uso cui tali grotte erano destinate.


L’ESPOSIZIONE
La mostra, attraverso l’esposizione di reperti significativi, consente di ricostruire gli aspetti fondamentali della vita dei più lontani abitanti e frequentatori delle Grotte di Latronico, in un percorso che si lega saldamente ai quattro elementi primordiali: Terra, Ac-qua, Fuoco, Aria.

Terra. A partire dal Neolitico l’agricoltura diventa la principale attività umana. La coltivazione di cereali e legumi offre agli uomi-ni una nuova possibilità di sostentamento, cui si affiancano l’allevamento, la pesca e, in misura minore, la caccia e la raccol-ta di frutti spontanei. L’abbondanza dei raccolti viene invocata attraverso rituali, che hanno come protagonista la Terra, custode del segreto dei semi, che dal buio del sottosuolo, dal “grembo materno”, germogliano e compiono il loro ciclo vitale.
Acqua. Aspetto peculiare del sito archeologico di Latronico è la prossimità alle acque, fluviali e sulfuree. Elemento essenziale per la vita e per le attività economiche dell’uomo, l’acqua è l’emblema, nel suo continuo fluire, del perpetrarsi della vita e del rinnovarsi dell’esistenza. Nel suo scorrere sotterraneo e nel suo emergere è capace di conservare i segreti della Terra e prepara-re la rinascita.
Fuoco. E’ simbolo della capacità umana di creare, plasmare la materia per ottenere oggetti utili alle attività quotidiane. Recipien-ti in terracotta e utensili in materiali di varia natura rappresentano una fonte preziosa di informazioni in merito alle attività economi-che e tecnologiche delle comunità che si sono avvicendate nel popolamento del territorio.
Aria. Rappresenta lo spirito creativo che si rende manifesto nelle composizioni decorative che ricoprono le superfici dei vasi. Dise-gni geometrici, spirali singole e doppie non sono semplici motivi ornamentali, ma elementi attraverso i quali si esprime il senso di una vita in armonia con l’ambiente e le creature che lo popolano.

The eternal renewal of life: signs and symbols

The Caves of Latronico, basis for the knowledge of the Prehistory in the south of Italy, open in a strip of Pleistocene travertins, on the left side of the river Sinni, in “Calda” or “Bagni” locality, at an altitude of 760 metres about above sea level. The site position is strategic, both for the presence of hot springs which have been attracted the man since the Antiquity, and for the collocation on a plateau along an important mean of communication between the Tyrrhenian side and the Ionic one of the Peninsula. The complex includes five big cavities, the widest and the most articulated between them, the so-called “Grotta Grande”, was investigated for the first time at the beginning of ‘900 by the then director of the Museum of Potenza, Vittorio di Cicco. The following investigations, conducted from 1972 to 1988, by the eminent professor of the University of Lecce and subsequently of the University of Pisa, Giuliano Cremonesi, allowed to confirm the exceptional nature of the complex, which shows a continuity of attendance from the Mesolithic (8000 B.C.) to the Bronze Age (1500 B.C.), feeding different orientations on the use to which these Caves were intended.

The Exposition
The exhibition, through the exposure of significant finds, allows to rebuild the essential aspects of life in the most remote inhabitants and visitors of the Caves of Latronico, in a process that binds tightly to the four primordial elements: Earth, Water, Fire and Air.
EARTH. From the Neolithic, the agriculture becomes the main human activity. The cultivation of cereals and pulses gives to men a new livelihood opportunity, alongside the farming, fishing and, to a lesser extent, hunting and gathering wild fruits. The abundance of crops is invoked through rituals, which have as protagonist the Earth, keeper of the secrets of seed, that from the darkness of the underground, from the “womb”, germinate and complete their life cycle.
WATER. The proximity of water, river and sulfur, is the peculiar aspect of the archeological site of Latronico. Essential element for life and for the economic activities of man, water is the emblem, on its continuous flow, the perpetuation of life and the renewal of existence. In its flow underground and its emergence it is able to guard the secrets of the Earth and prepare for the birth.
FIRE. It is a symbol of the human capacity to create, to mold the material to obtain useful objects, for everyday activities. Earthenware containers and tools in various types of materials on a valuable source of information about the economic and technological activities of the communities that have passed in population of the territory.
AIR. It represents the creative spirit that becomes manifest in the decorative compositions that cover the surfaces of the vessels. Geometric designs, single and double, and spirals, are not mere ornaments, but elements through which expresses the sense of a life in harmony with the environment and the creatures who inhabit it.